Il nostro COMANDANTE stava per riuscire in un’altra delle sue imprese. Maurizio Sarri, quando incrocia l’amico Spalletti, sembra trasformarsi: nonostante la stima e le comuni radici toscane, non perde occasione per metterlo in difficoltà. Lo avevamo già visto nell’anno dello scudetto del Napoli, quando espugnammo il Maradona con un gol di Vecino grazie a una partita di sacrificio totale. Ieri, all’Allianz Stadium, la storia stava per ripetersi quasi in fotocopia.

In un momento difficilissimo per l’ambiente (tra la tempesta che scuote Formello, un mercato di gennaio che ci ha lasciato più deboli e le assenze pesanti di Zaccagni e Pellegrini ) Sarri ha dimostrato di essere un allenatore “realista” prima ancora che un esteta del calcio. Inutile andare a Torino a sfidare la Juventus a viso aperto in queste condizioni: il Comandante ha preparato una gara tutta difesa e ripartenze, lavorando con intelligenza sui limiti attuali della rosa.

Dopo un primo tempo bloccato, il lampo: Daniel Maldini ruba palla a Locatelli e serve Pedro, che non sbaglia. Appena rientrati in campo, Isaksen trova il raddoppio con un destro meraviglioso. Per sessanta minuti abbiamo sognato l’impresa totale, andando vicini al 3-0 in più occasioni. Poi è arrivato l’assedio della Juventus, che ha trovato il pareggio solo al sesto minuto di recupero.

Resta il rammarico per i tre punti sfumati all’ultimo respiro, ma noi Tifosi di Fiumicino applaudiamo una squadra che ha saputo soffrire e lottare oltre ogni limite. Questa è la strada giusta per affrontare la tempesta.

Le Pagelle di guido De Angelis

PROVEDEL 7 – Non ha colpe sui due gol, aveva tenuto la barca a galla con due o tre ottimi interventi su Bremer e Yildiz. Un vero peccato che le sue parate non abbiano portato a casa i tre punti.

MARUSIC 5,5 – Soffre tanto e non riparte mai, ma nel complesso argina bene un piccolo campione come Yildiz. Troppo morbido sui cross dal suo lato, non c’è niente da fare…

GILA 7 – Annulla David e va in chiusura pure sugli esterni bianconeri, uscendo dal campo per un problema alla coscia destra con la squadra in vantaggio. Incrociamo le dita, ma per Bologna sarà dura. La sola pecca del match è il grosso rischio che si prende su Cabal nel primo tempo. Non da rigore, ma imprudente.

PROVSTGAARD 6,5 – Altra prova di maturità e buona tenuta, era appena la quarta gara da titolare, sempre in coppia con Gila. Si fa saltare in testa troppo facilmente da Bremer nel primo tempo. Esce per crampi.

TAVARES 7 – Prestazione sontuosa in fase difensiva, dove salva almeno due gol, uno con una diagonale in scivolata. Provvidenziale. Non si fa mai saltare da Zhegrova e in avanti fornisce due assist a Taylor e Dele-Bashiru, che si divorano il tris. Nel primo tempo aveva messo in porta anche Isaksen con un assist al bacio. Non giocava da due mesi, non rimaneva in campo per 90’ addirittura da tre (il 4 ottobre). Applausi.

BASIC 5,5 – Poca cosa, si limita al compitino e poi si fa male. L’ennesimo problema muscolare di una stagione maledetta.

CATALDI 7 – Inizia male, ma gioca da vero capitano, parlando con l’arbitro ad ogni occasione a noi sfavorevole e facendo valere le nostre ragioni. Tra i pochi a riuscire a palleggiare, a inizio ripresa si inventa un pallone favoloso per il raddoppio di Isaksen. Nel finale si immola su un colpo di testa di Kalulu prima del pareggio. Ha sporcato decine di traiettorie. Gladiatorio.

TAYLOR 6,5 – Tanto lavoro oscuro e discreta personalità. Si sbraccia, chiede il pallone, accompagna l’azione. Purtroppo sciupa malamente un cioccolatino di Tavares, senza trovare la porta. Più quantità che qualità, è una sorpresa.

PEDRO 7 – Fa 150 in A con la Lazio e segna alla Juventus, cosa che non gli era mai accaduta in carriera. Leggendario.

MALDINI 6,5 – Avvio scioccante, con tanti palloni persi. Alla distanza mette in difficoltà Bremer, servendo anche l’assist a Pedro dopo aver strappato la sfera a Locatelli. Sbaglia qualche scelta, ma rimane in gara fino alla fine.

ISAKSEN 7,5 – Nel primo tempo punta sempre l’uomo in avanti ma manca puntualmente in zona gol. Nella ripresa ne confeziona uno bello e importante dopo una manciata di secondi. E si è anche sacrificato nei ripiegamenti.

I cambi

CANCELLIERI 6 – Entra in campo benino, cercando di andare a contrasto con Boga e strappandogli pure qualche pallone.

ROMAGNOLI 5 – Al rientro, è sfortunato protagonista del pareggio bianconero: non marca Kalulu, che firma il 2-2 al sesto minuto di recupero.

PATRIC SV – Al rientro, ha pochi minuti e non è giudicabile.

DELE-BASHIRU 4,5 – Potrebbe aprire il piattone e segnare lo 0-3, invece cicca malamente e fa una brutta figura. Anche sull’1-2 ha la chance più colossale della partita su assist di Tavares, ma invece di calciare serve malamente Noslin. In ritardo nei ripiegamenti difensivi, un disastro.

NOSLIN 4 – Non solo si divora il gol del tris che avrebbe chiuso la partita, ma all’ultimo minuto di recupero pensa di subire un tunnel da Miretti (senza poi commettere fallo) da cui scaturisce il gol del pareggio. Come si fa a essere così morbidi e a non capire l’importanza di quei palloni?! Come?!

L’allenatore

SARRI 8 – Ha tenuto unito un gruppo di ragazzi volenterosi ma con evidenti limiti tecnici, e ha rischiato di segnare tre o quattro gol in casa della Juventus. Se Dele-Bashiru e Noslin si divorano dei gol clamorosi davanti al portiere, non può avere colpe. Ha invece l’enorme merito di aver reso squadra la Lazio. Se la società lo avesse seguito anche solo in parte, la nostra Lazio si sarebbe definitivamente inserita nel calcio che conta a livello nazionale e internazionale. Meno male che c’è Maurizio.