Il ricordo del furto di San Siro è vendicato, L’OLIMPICO ESPLODE!

Serata di quelle che scaldano il cuore biancoceleste. All’Olimpico la Lazio si prende la rivincita, ribalta le amarezze di San Siro e butta fuori il Milan dalla Coppa Italia, conquistando con merito il pass per i quarti: sarà Bologna-Lazio!

Una vittoria pesante, di carattere, di squadra. Una vittoria da Lazio Sarriana.

MILINKOVIC, IL GRANDE EX CHE FA DA CORNICE A UNA NOTTE SPECIALE

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Sergej Milinkovic Savic

Stasera sei tornato a casa, Sergej. Sei tornato all’Olimpico ad assistere alla partita della tua Lazio.

Potevi farlo come fanno tutti i calciatori:
tribuna VIP, hospitality, filetto di manzo prima del match, poltrone in pelle e mini schermo per rivedere ogni azione.
Il comfort, il lusso, i privilegi. Tutto a portata di mano.

E invece no.
Tu hai scelto la Tevere, quella vera.
Hai scelto di sederti accanto all’operaio che domattina alle 8 timbra il cartellino e va a lavorare, come fanno tutti i laziali che ogni giorno si guadagnano la pagnotta.

Hai scelto il popolo, perché del popolo sei sempre stato parte.
Non per finta, non per facciata. Ma perché è lì che ti senti davvero a casa.

Se ce ne fosse ancora bisogno, stasera hai ricordato a tutti noi perché il tuo nome rimarrà inciso nella nostra storia e nei nostri cuori.

Sergej, uno di noi. Per sempre.
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Ma ora parliamo della gara….Ci voleva una notte così. Ci voleva una risposta così.

La squadra di Sarri entra in campo con la fame giusta, determinata a cancellare il ricordo amaro dell’ultima sfida contro i rossoneri. E la firma che decide il match è quella di Mattia Zaccagni, imprendibile, lucido, protagonista assoluto.

Gol, corsa, personalità: Zac illumina l’Olimpico e ci porta ai quarti con un guizzo di testa che manda in delirio il popolo laziale.

La Lazio non solo vince: domina, soffre il giusto, gestisce con maturità e mostra finalmente quella cattiveria agonistica che fa la differenza nelle gare secche.

Prossima fermata: Bologna, un avversario ostico, ma con questa Lazio nulla è impossibile.


le agelle di Guidone De Angelis

MANDAS 6,5 – Torna a giocare con Sarri dopo due anni. Non disputando neanche un minuto da fine maggio, non può che essere arrugginito, ma non lo fa vedere, anzi. Sempre preciso con i piedi, ha una tranquillità incredibile e dà sicurezza anche in uscita. Deve compiere una sola parata, nel recupero, su Pulisic. Portiere sempre affidabile.

MARUSIC 6 – Il più spremuto tra i terzini non rifiata neppure stasera, dalle sue parti Estupinan e Leao. Se la cava bene per tutta la partita, che macchia con un’ingenuità delle sue: quando Estupinan gli scappa alle spalle e serve Leao, possiamo solo incrociare le dita, per fortuna il portoghese si divora il vantaggio. Errore marchiano.

GILA 6,5 – Troppo importante per rinunciarvi in gara secca. Gioca bene anche stasera, dimostrando una crescita esponenziale. Da dilettante, come dice Sarri in conferenza, l’errore di voler portare palla in uscita: gli ospiti gli sfilano il pallone e per poco non vanno in porta. Quando toglierà dal bagaglio queste ingenuità, diventerà un centrale forte. Avrebbe preso 7, ma ha rischiato la frittata.

ROMAGNOLI 6,5 – Il grande ex della partita non sbaglia nulla e contrasta a dovere Loftus-Cheek, disturbandolo sui palloni aerei. Puntuale negli anticipi, astuto nelle letture: sta tornando quello del secondo posto con Sarri, tecnico che ne esalta le caratteristiche in modo straordinario. Si procura andando a saltare l’angolo della vittoria.

LU. PELLEGRINI 6 – Sarri gli dà fiducia confermandolo a sorpresa: in questo momento lo preferisce a Marusic e Nuno Tavares sulla catena mancina. Luca risponde per le rime, annullando un cliente complicato come Saelemaekers. Fa una partita molto attenta sull’ex Roma, sporcandogli le traiettorie e palesando una diligenza a cui non eravamo abituati. Molto applicato.

GUENDOUZI 6,5 – Sempre al centro del gioco nei primi 45’, gli manca la rifinitura, come quando serve Castellanos con una sfera troppo lunga: se la avesse data coi giri giusti, lo avrebbe messo davanti al portiere. Nella ripresa rallenta un po’, ma è sempre preziosissimo in copertura. Ha messo in campo forse la miglior prestazione della stagione.

VECINO 6 – In dubbio alla vigilia, come a San Siro l’emergenza lo proietta in cabina di regia. Con la sua proverbiale lentezza, è comunque piuttosto ordinato e non demerita. Chiude la prima frazione da leader del match nei chilometri percorsi, si è dato da fare come ha potuto in un ruolo non suo. Essendo l’unico regista (arrangiato) a disposizione, Sarri lo fa rifiatare nella ripresa in vista del Bologna.

BASIC 7 – Alla decima di fila da titolare alla Lazio, sta vivendo una seconda giovinezza e nella ripresa si trasforma persino in regista per l’ultima mezz’ora. Sempre pulito e propositivo, nel primo tempo le due potenziali occasioni sono le sue: calcia male una punizione interessante, poi il suo mancino sibila a lato di poco. Si trova a meraviglia con Zaccagni e ormai è entrato nei meccanismi di Sarri, scrollandosi di dosso il timore. Si è letteralmente trasformato in una pedina ormai inamovibile.

ISAKSEN 6 – Cambiano i rivali diretti, ma non l’atteggiamento indolente. Si limita al compitino ed è troppo morbido per impensierire Estupinan. Resta comunque in partita, ripiegando con continuità in una ripresa in cui tocca comunque pochi palloni. In questo momento Cancellieri è al rientro e il danese deve giocare per forza, speriamo che col Bologna il piglio sia differente.

CASTELLANOS 5,5 – Al rientro dall’inizio dopo due mesi, si batte tanto infastidendo De Winter, ma nell’unica chance del primo tempo calcia una mozzarella in bocca a Maignan. Inevitabilmente compassato nei movimenti, la sua ora di gioco non è idilliaca. Svaria comunque molto, ma all’ora di gioco non ne ha più e viene richiamato in panchina. Non ancora in condizione.

ZACCAGNI 7,5 – Tartassato dai falli, Guida fa sistematicamente finta di nulla e lo fa innervosire. Deve fare più il regista difensivo che l’ala, così in avanti pecca di lucidità (ed è anche poco accompagnato dai compagni). Nella ripresa va oltre la fatica e gestisce al meglio le energie: si vede poco in avanti, ma non perde mai la sfera. La ciliegina è il gol di testa che ci regala la qualificazione, il primo della stagione da calcio d’angolo e il secondo di testa in carriera. Ancora una volta su cross di Tavares, come con l’Empoli lo scorso anno. Si sta prendendo in mano la squadra.

SARRI 8 – Conferma nove calciatori di movimento su dieci, rispolverando Mandas dopo due anni (sempre in coppa Italia). Indovina tutte le scelte e – dopo la Juve – batte un’altra grande centrando la qualificazione. La difesa è diventata inespugnabile, la determinazione dei suoi evidenzia quanto sia stato un eccelso motivatore. La sua Lazio ha un’identità e non subisce gol in casa da due mesi: sarà pure una squadra operaia, ma i progressi tattici sono impressionanti. Chapeau.

I cambi

Dal 70’ NUNO TAVARES 6,5 – Entra per l’ultimo quarto di gara e scodella subito al centro due cross taglienti. Superbo il traversone da calcio d’angolo che pesca la testa di Zaccagni: il corner è battuto alla grande. Torna a fornire un assist in una competizione nazionale che gli mancava da ottobre 2024. In avanti è un fattore, dietro deve ancora imparare tanto: nel finale Pulisic lo salta come un birillo, per fortuna ci salviamo. Sarri è chiaro in sala stampa: col portoghese sta usando le maniere forti, tenendolo in panchina per spronarlo a far meglio. Avrebbe potenzialità eccelse, sta al ragazzo…

Dal 59’ DELE-BASHIRU 6,5 – Non si vedeva da fine settembre e tra qualche giorno partirà con la Nigeria, ma Sarri gli ha sempre dato fiducia e stasera viene ripagato con una mezz’ora senza sussulti ma comunque interpretata bene, buttandosi negli spazi. Sotto questa guida tecnica crescerà anche lui.

Dall’83’ PEDRO SV – Entra con la solita ferocia, combattendo su ogni pallone. Comunque non è giudicabile.

Dall’83’ CANCELLIERI SV – Torna a sorpresa tra i convocati, ci tornerà utile da qui in poi.

NOSLIN 7 – Col Torino aveva preso un rigore, col Lecce aveva segnato. Oggi non fa né gol né assist ma allunga la squadra con ottima verve, rendendosi protagonista anche di giocate interessanti. Contro squadre chiuse fa fatica, ma quando ha spazi attacca bene la profondità e ci fa salire. Impatto importante sulla partita, Sarri gli sta concedendo qualche minuto in più e le sue risposte son certamente più confortanti di quelle di Dia, che stasera è rimasto in panchina dall’inizio alla fine. Con la partenza del senegalese per la coppa d’Africa, lo vedremo più spesso.

fonte: lazialita.com

Questa non è solo una vittoria:
è una dichiarazione DI SOLIDITÀ
È la dimostrazione che quando la partita conta la Lazio risponde sempre PRESENTE!

Avanti così. Testa alta, cuore biancoceleste.
Avanti Lazio!

Davide Barillà