Grande Lazio, fermata da gol mangiati, Ravaglia e… da Fabbri!
È un pareggio che lascia l’amaro in bocca quello dell’Olimpico, perché la Lazio vista in campo è stata più forte di tutto e tutti, ma alla fine ci siamo dovuti fermare davanti ai miracoli di Ravaglia e a un arbitraggio di Fabbri che definire “inadeguato” è poca cosa.
Gli ultimi 20 minuti in inferiorità numerica (espulsione assurda di Gila, colpevole solo di aver protestato dopo un’ammonizione esagerata ) hanno reso tutto ancora più difficile. I falli del Bologna, invece, passavano spesso sotto silenzio… ma ormai non ci stupiamo più: alla Lazio succede troppo spesso.
Una serata speciale: bentornato Ciro, sempre con noi Sinisa

Prima ancora del fischio d’inizio, l’Olimpico ha regalato una delle immagini più belle dell’anno.
Al momento dell’annuncio del suo nome, lo stadio si è alzato in piedi per tributare un abbraccio immenso a Ciro Immobile, al suo rientro in casa biancoceleste dopo settimane complicate.

Una standing ovation vera, spontanea, piena di affetto e riconoscenza per un campione che ha fatto la storia di questo club. Ciro è uno di noi e sempre lo sarà.

E poi il ricordo di Sinisa Mihajlović, che contro il Bologna assume sempre un valore particolare. Le sciarpe al vento, gli applausi, gli striscioni, la Curva che canta per lui: Sinisa vive per sempre nella storia della Lazio e nel cuore dei Laziali. Una pagina di emozione pura, degna di un campione e di un uomo indimenticabile.

La partita delle occasioni sprecate! Con la vittoria sarebbe arrivato un balzo enorme in classifica, invece ci ritroviamo decimi, incredibilmente dietro a Sassuolo e Cremonese. Robe da matti.
La partita è stata bella, viva, giocata da entrambe le squadre a viso aperto. Il gol di Isaksen al termine del batti e ribatti del primo tempo sembrava averci messo in discesa… ma la dormita di Tavares in difesa ha rimesso subito il Bologna in partita.

Secondo tempo dominato, Ravaglia salva il Bologna
Con l’ingresso di Noslin e Cancellieri, la Lazio ha preso in mano il pallino del gioco: occasioni su occasioni, costruzione pulita, aggressività, ritmo.
Ma Ravaglia ha parato tutto, e quando una partita prende quella piega lì c’è poco da fare.
Anche in dieci abbiamo continuato ad attaccare, a dimostrazione che questa squadra ha cuore, idee e carattere.
Alla fine il pari, per come si era messa, ci può stare. Ma resta la sensazione fortissima di aver meritato molto di più.
Note positive: rientri importanti e giocatori in crescita
La serata ci riconsegna:
- Patric e Lazzari finalmente pronti a dare una mano;
- un Cataldi ritrovato;
- un Cancellieri non al top ma sicuramente utile
- Noslin sempre più vicino alla maglia da titolare.
E non dimentichiamo i nostri leader che non deludono mai: Zaccagni, Castellanos (ancora non al meglio della condizione), Isaksen, Guendouzi, Provedel, Romagnoli, Gila, Marusic… e sì, anche Basic, che è la vera rivelazione.

Tavares purtroppo non ha convinto in fase difensiva, e ha fatto rimpiangere Pellegrini, assente giustificato per la nascita del figlio.
Vecino e Pedro torneranno utilissimi, mentre dopo Parma perderemo Dele-Bashiru e Dia per la Coppa d’Africa.
Rovella dovrebbe rientrare verso fine anno.
Una classifica bugiarda
I punti persi all’inizio pesano come macigni, così come i 3-4 punti lasciati per strada tra sfortune e decisioni arbitrali discutibili.
Questa Lazio, per qualità e gioco, è da zona europea, al livello (se non meglio) del Bologna che ora guarda dall’alto la quinta posizione.
Il calendario propone scontri diretti e incroci pesanti: dopo Parma ci saranno Cremonese e Udinese, prima di Napoli e Fiorentina a inizio 2026.
Non si può più sbagliare: serve compattezza in campo e soprattutto la carica di noi tifosi. Serve una scintilla, un po’ di fortuna (perché prima o poi la ruota deve girare ) e questa squadra può tornare dove merita.
Noi siamo qui, come sempre, vicini ai nostri colori, uniti, fieri e pronti a volare.
🦅🤍💙 Avanti Lazio, sempre
Davide B.

