Riflessioni oggettive sulla gestione arbitrale e il suo impatto sulla S.S. Lazio
La misura è colma. La stagione sportiva in corso, così come quella precedente, è caratterizzata da una serie di decisioni arbitrali che stanno avendo un impatto devastante sul percorso della nostra squadra, la S.S. Lazio… minano la regolarità del campionato di Serie A.
Lo scorso anno, episodi controversi ci hanno privato di almeno 7/8 punti, compromettendo un piazzamento in zona Champions League che la squadra avrebbe meritato sul campo . In questa stagione, purtroppo, assistiamo a un’escalation di errori e decisioni discutibili che si sono verificati, sistematicamente, in ogni singola gara, indipendentemente dal risultato finale.
Gli eventi della serata odierna rappresentano solo l’ultimo, inaccettabile capitolo di un girone d’andata costellato da decisioni arbitrali che appaiono, a dir poco, vessatorie e arbitrarie.
I dati statistici oggettivi non possono che confermare questa percezione:
La Lazio risulta essere la squadra di Serie A con il minor numero di falli commessi nei confronti degli avversari.

Paradossalmente, siamo contemporaneamente al vertice della classifica per numero di ammonizioni ed espulsioni ricevute.
Questa palese incongruenza statistica è l’indicatore più lampante della gravità della situazione e dell’incoerenza dell’atteggiamento che il corpo arbitrale riserva sistematicamente alla nostra società. Tale disparità di trattamento genera frustrazione non solo nella società e nella squadra, ma soprattutto in noi tifosi, che chiediamo a gran voce equità e trasparenza.
È necessaria un’analisi seria e imparziale da parte degli organi competenti per garantire la credibilità e l’integrità del sistema calcio italiano.
LA CRONACA | Serie A, Lazio-Fiorentina 2-2: altra partita stregata, beffa evitata al 95′
Daje Lazio! Ancora vittime dell’arbitrarietà!
Amici laziali, come diceva Karl Marx (che de calcio forse ce capiva poco, ma stavolta c’ha azzeccato), la storia se ripete: prima tragedia, poi farsa. E noi, signori, stamo alla farsa bella e buona, la commediola de quart’ordine. Ogni partita è ‘na via crucis, sempre a recriminà, manco fossimo i protagonisti de ‘na canzone de Zalone, “vittime dell’arbitrarietà a noi contraria”. C’è quasi pudore a parlà sempre delle stesse cose, ma come se fa a sta’ zitti?
Stavolta il fenomeno de Sozza ha deciso che la scivolata de Gila meritava il VAR e il rigore contro, ma la trattenuta clamorosa sullo stesso spagnolo nel primo tempo era aria fritta. Due pesi e du’ misure, come sempre. Poi certo, Comuzzo frana su Zaccagni, rigore anche per noi al 95′, e qualcuno parlerà de compensazione. L’ennesima partita stregata, l’ennesimo superman in porta (De Gea, chi l’aveva mai visto così?), ma tanto ormai c’avemo fatto l’abitudine, amaramente.
ASSEDIO A VUOTO – Partita subito calda. Al 3′ Pongracic chiude su Cancellieri, al 6′ Dodo crossa, Ndour fa fallo su Lazzari. Al 10′ Isaksen non trova la deviazione giusta. Al 14′ De Gea para col piede su Basic. Al 16′ Isaksen spreca un contropiede. Corner, doppio salvataggio sulla linea: prima Fagioli su Gila, poi Mandragora sulla ribattuta. De Gea fa il fenomeno pure su Romagnoli. Al 19′ Gila viene trattenuto, rigore netto che l’arbitro non dà. Gialli a pioggia: Pongracic, Gosens, Cancellieri. Al 29′ si fa male Basic, entra Vecino. Al 33′ tiro debole de Isaksen, al 39′ Cancellieri spara alto. Fine primo tempo, 0-0.
UN PO’ TRAGEDIA UN PO’ FARSA – Secondo tempo, al 3′ Gudmundsson de tacco, Provedel para. Al 7′ Lazio in vantaggio! Cataldi triangola con Vecino e scarica in rete! 1-0! Ammonito Parisi per proteste. All’11’ pareggio viola: Fagioli per Gosens che batte Provedel. Al 14′ Provedel ancora su Parisi. Cambi da una parte e dall’altra. Al 26′ giallo per Fagioli su Zaccagni, entra Pedro per Isaksen. Al 28′ doppio miracolo de De Gea su Gila e Romagnoli. Al 35′ si fa male Lazzari, entra Hysaj. Finale da cardiopalma. Al 44′ VAR e rigore per loro (Gila su Gudmundsson). Gudmundsson segna. 1-2. Nel recupero, Comuzzo stende Zaccagni: rigore per noi! Al 95′ Pedro, glaciale, la mette dentro a fil di palo. 2-2 finale.
L’addio del Guerriero
𝔸𝕦 𝕣𝕖𝕧𝕠𝕚𝕣, 𝕄𝕒𝕥𝕥𝕖𝕠 𝔾𝕦𝕖𝕟𝕕𝕠𝕦𝕫𝕚
C’è un’immagine che, più di ogni altra, resterà impressa
Fine gara, Lazio-Cremonese. Matteo viene chiamato a bordo campo per ricevere il premio come MVP della partita. Un riconoscimento che per molti sarebbe motivo di un sorriso per le telecamere. Ma non per lui. Con la maglia ancora intrisa di sudore e il volto teso, risponde secco:
”Non me ne frega un cazzo del premio, dobbiamo migliorare.”
In quella frase c’era tutto Guendouzi. C’era l’uomo che non si accontenta, il guerriero che mette il collettivo davanti all’individuo, il leader che non gioca per le statistiche, ma per l’onore del risultato.
Matteo non ha solo giocato; lui ha corso. Ha corso per tre, ha recuperato palloni impossibili, ha alzato la voce quando serviva e ha trascinato la squadra nei momenti di buio. Ci ha messo l’anima, i polmoni e quel carattere ribelle che lo ha reso, fin dal primo giorno, uno di noi.
Te ne vai lasciando un vuoto in mezzo al campo, ma portando via con te il rispetto di un intero popolo che ha visto in te lo spirito laziale: combattere sempre, mollare mai.


Grazie per ogni chilometro, grazie per la tua rabbia positiva, grazie per aver onorato i nostri colori.
Buona fortuna, Matteo. Una parte di te resterà sempre qui. ![]()
#MatteoGuendouzi#SSLazio#Lazio#AvantiLazio#Guendouzi Guendo! Con il tuo impegno e professionalità hai onorato la nostra maglia! Ci mancherai ![]()
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ma sarai sempre uno di noi! #Guendouzi#sslazio#lotitovattene
Sempre e ovunque, Forza Lazio! Quelli di Sempre non mollano mai!
#EquitàSportiva#CorrettezzaArbitrale#SSLAZIO#Figc#AIA
Davide Barillà

