La Società Sportiva Lazio, fondata nel 1900 e prima squadra della Capitale, ha una storia gloriosa e una tradizione che la pongono su un piano di confronto naturale con i giganti del calcio italiano: Milano, Torino e Firenze. Tuttavia, sotto l’attuale gestione, il club sembra aver smarrito la sua identità e la sua ambizione, finendo per navigare in una mediocrità che non le compete. La Lazio non è un club di provincia, ma un marchio storico che merita di stare al tavolo delle grandi. Quando la capacità di competere ai massimi livelli viene meno, è responsabilità morale lasciare spazio a chi ha la visione e le risorse per riportare i colori biancocelesti nell’élite del calcio italiano ed europeo.
La gestione attuale, spesso definita con l’epiteto di “parrocchiale“, sta causando un danno d’immagine incalcolabile. Comportamenti e scelte discutibili offuscano il prestigio del marchio Lazio, allontanando non solo i tifosi, ma anche potenziali investitori e partner commerciali. L’immobilismo e la mancanza di una strategia a lungo termine hanno portato a un progressivo declino, evidenziato dai risultati degli ultimi anni.
Il Declino Sportivo e l’Avanzata Altrui (Ultimi 5 Anni)
L’andamento sportivo della Lazio nelle ultime stagioni mostra un’evidente involuzione, mentre altre realtà hanno saputo crescere e superarla nelle gerarchie:
- Piazzamenti in Serie A: Si è assistito a un’altalena di risultati, con piazzamenti spesso al di sotto delle aspettative e delle potenziali ambizioni del club, come l’attuale nono posto in classifica.
- Investimenti e Bilanci: Nonostante il vanto di bilanci “virtuosi”, la mancanza di investimenti mirati sul mercato ha portato a un progressivo indebolimento della rosa, con un patrimonio netto di gruppo negativo registrato nel 2025. Il fatturato ha mostrato flessioni.
- Avanzata delle concorrenti: Mentre la Lazio ristagna, club come il Bologna (attualmente ottavo in Serie A) e, in questa stagione, il neopromosso Como 1907 (sesto in classifica, davanti ai biancocelesti), hanno dimostrato maggiore dinamismo e risultati superiori, superando la Lazio in classifica e nelle prospettive future.
- Crescita della Roma: La crescita della società rivale, l’AS Roma, che ha convertito debiti in investimenti e mostra “conti in ripresa”, rende ancora più evidente il divario che si sta creando nella Capitale.
Riportiamo in questo articolo le riflessioni dell’Ex direttore del Corriere dello Sport Vocalelli che fa una fotografia nitidissima sulla situazione Lazio: “E’ una sfida continua con l’ambiente. Ad un tifoso un pochino di dispiacere glielo vogliamo concedere?

“Non credo che il problema sia solo dei risultati o comunque è dai risultati che Lotito ha deciso di farsi giudicare, perchè sul rapporto di fiducia, di unione e sul senso di appartenenza ha scelto di essere dalla parte in contrapposizione. La storia della Lazio ha avuto tanti momenti di difficoltà e non c’è mai stato quello sta succedendo adesso, perchè c’era un rapporto che andava al di là dei risultati. Lotito ha scelto con i suoi atteggiamenti di sfida continua nei confronti dei tifosi, nel modo in cui ha salutato alcune bandiere della Lazio, tra cui Immobile, dal modo in cui ha gestito in questi anni la società, di non cercare mai un minimo di condivisione, ma di cercare sempre una contrapposizione”.
“Il tifoso della Lazio che da dieci estati si sente dire dell’indice di liquidità, da dieci estati in cui il giocatore più importante e più inseguito, fosse Yildiz, fosse Greenwood, sfumato all’ultimo momento per una questioni legate alle commissioni. Ha vissuto venti anni in attesa che arrivasse una volta un acquisto che portano la gente all’aeroporto e non è mai successo. Quindi ha deciso di farsi giudicare in base ai risultati: è chiaro che nel momento che i risultati non arrivano, la gente non ha nessun altro motivo e piano sui cui parlare e discutere”.
“Su tutto il resto è stata una sfida continua, con l’ambiente, con i tifosi, con i propri giocatori, con quelli più rappresentativi e con quelli che hanno fatto la storia. Oggi si assiste a quello che si sta assistendo, dopo che è stato detto che la società è sana, non vinciamo gli scudetti, però vinciamo quello del bilancio, pure questa verità è venuta a crollare, perchè nel giugno scorso, unica società in Europa che non ha fatto il mercato e adesso unica società italiana ad oggi, poi da qui a lunedì speriamo che mi smentirà, la Lazio è la società che ha fatto più saldo attivo sul mercato. Su che base dovremmo giudicare in questo momento la Lazio? Gli acquirenti si palesano nel momento che uno decide di vendere, a parte che basterebbe no dove stanno gli acquirenti, ma basterebbe che Berlusconi e Moratti che hanno vinto le Coppe dei Campioni, gli scudetti, le Coppe intercontinentali, che hanno portato Ronaldo e Kakà e fior di campioni, sono arrivati ad un certo punto che hanno detto ‘noi oltre questo non riusciamo più a fare, per cui siamo pronti a qualsiasi altra soluzione’ e Lotito questo non l’ha mai fatto”.
“Si continua a dire questa è la Lazio e sarà così per i prossimi trenta anni perchè la lascio a mio figlio. Questo è il punto di rottura: Lotito dovrebbe essere il primo tifoso della Lazio dopo aver fatto una plusvalenza di 500-600 milioni con la Lazio, bravo lui per carità, però ti dice ‘a me non importa niente di quello che è il futuro tecnico, questo è quello che posso garantire e che andrà avanti nei prossimi trenta anni perchè la lascio a mio figlio’. Ad un tifoso un pochino di dispiacere glielo vogliamo concedere, oppure no? Deve essere contento che questo sia lo standing, qualsiasi cosa succede perchè lo dedice lui? Il tifoso deve ringraziare e dire si siamo d’accordo? Se il tifoso dice ‘beh dopo 22 anni fammi capire se pui fare qualcosa di meglio’, come sta dicendo questa petizione, secondo me andrebbe almeno capito e invece non vogliamo capire, anzi vogliamo dire che è una parte del problema sono i tifosi. Io francamente a questa narrazione non ci sto”.
Noi Tifosi facciamo un Appello Accorato alla Stampa
È fondamentale che le testate giornalistiche sportive e non, con la loro influenza e il loro ruolo di cani da guardia dell’informazione, non rimangano indifferenti. Combattere questa “tirannia” gestionale non significa fomentare odio, ma battersi per la dignità di un club storico e della sua immensa tifoseria. È necessario porre l’accento sulle problematiche che impediscono alla Lazio di sognare, di investire in un futuro all’altezza della sua storia e di competere finalmente alla pari con la crescita della Roma. La Lazio merita una dirigenza capace di riportarla ai vertici del calcio italiano ed estero.
Davide B.

