Ieri l’Olimpico non era solo un prato verde su cui si rincorreva un pallone; era il palcoscenico di un paradosso doloroso che noi del Lazio Club Fiumicino “Quelli di Sempre” viviamo sulla nostra pelle ogni giorno. Mentre il tabellone recitava il fischio finale di un rocambolesco 3-2, il silenzio degli spalti gridava molto più forte di qualsiasi esultanza. Perché oggi, per chi ama questa maglia, il vuoto di uno stadio in contestazione conta più dei tre punti in classifica.

Da anni siamo prigionieri di una gestione che ha barattato il sogno con il bilancio, l’ambizione con la sopravvivenza. Siamo stanchi di un gestore che ha ridotto la nostra Lazio a una “comprimaria senza futuro”, una squadra senza un progetto di grandezza, smontata pezzo dopo pezzo in ogni sessione di mercato. Vedere l’Olimpico così, deserto e orgoglioso, è l’unico modo rimasto per dire “basta” a chi pensa che la Lazio sia solo un’azienda e non un sentimento popolare.

I LAZIALI RADUNATI A PONTE MILVIO PRIMA E DURANTE LA GARA

Eppure, in questo clima surreale, chi è sceso in campo ha onorato la maglia con un orgoglio commovente seguendo il Comandante Sarri. Questa Lazio, “rimaneggiata e smontata” e priva di tasselli fondamentali per le colpe di chi non ha saputo rinforzarla, ha lottato contro un Genoa mai domo. Ma il destino, a volte, sa scrivere scenari perfetti: a decidere la partita è stato Danilo Cataldi.

Danilo non è solo un calciatore; è uno di noi. È il laziale DOC che è riuscito a scalare le gerarchie diventando un leader silenzioso, quello che non ha bisogno di strillare per farsi rispettare, ma a cui basta un contrasto o uno sguardo alla curva (anche se vuota) per far capire cosa significhi indossare questi colori. Il suo gol è stato un grido di appartenenza, una scintilla di “Lazialità” pura in un club che sembra aver perso la propria bussola identitaria.

Accanto a lui, brilla ancora la classe infinita di Pedro. Un campione che ha vinto tutto ma che gioca con l’umiltà di un ragazzino, autore di una prestazione maiuscola e di un omaggio sincero verso quel settore che ieri è rimasto fuori. Pedro ha capito Roma, ha capito la Lazio, e il suo rispetto per la tifoseria lo rende un gigante anche fuori dal campo.

Da segnalare anche il primo Gol in biancoceleste del nuovo arrivato Taylor e del nuovo attaccante Raktov che con il suo colpo di testa (che sarebbe stato gol senza il tocco di mano del genoano) ha di fatto procurato il rigore della vittoria!

Infine, non possono passare inosservate le parole di Maurizio Sarri a fine gara. Il mister, con la sua solita schiettezza, ha colpito nel segno: lo stadio vuoto non è un abbandono, ma un estremo gesto d’amore. È il grido disperato di un popolo che ama troppo la propria squadra per vederla morire nell’anonimato.

Vincere è stato importante, ma la nostra battaglia continua. Perché la Lazio non è di chi la possiede sulla carta, ma di chi la porta nel cuore, da Fiumicino fino a ogni angolo di questa città.

LA GARA

Maurizio Sarri fa debuttare subito dal primo minuto il nuovo arrivato Daniel Maldini, ma è costretto a rinunciare sia a Zaccagni (forfait delle ultime ore) che a Romagnoli (ormai un caso mercato). La prima parte di gara è di studio e non regala particolari emozioni. Il primo tempo si chiude infatti a reti bianche, con la Lazio che si ripresenta poi in campo in avvio di ripresa con maggiore determinazione e intraprendenza: un atteggiamento che dà i suoi frutti. È infatti il 55’ quando il Var richiama l’arbitro al monitor per valutare un tocco di mano in area di Martin, dopo un cross di Isaksen deviato anche dal polpaccio ravvicinato di Ostigard: la review è lunga e Zufferli assegna il penalty, che Pedro trasforma poi nell’1-0. I biancocelesti insistono e al 62’ salgono pure sul 2-0: Isaksen sfrutta un erroraccio di Martin e serve l’assist a Taylor, che trova così il suo primo gol in Serie A. Passano pochi istanti e Zufferli viene però richiamato nuovamente dal Var: questa volta a parare il tiro di Malinovskyi è la mano di Gila, con il direttore di gara che indica quindi il dischetto a favore del Genoa. Dagli undici metri si presenta proprio l’ucraino, il quale fa 2-1: Provedel riesce infatti soltanto a toccare il pallone, ma non a respingerlo. Il Grifone torna a crederci e al 75’ pareggia 2-2: Provedel nega il gol olimpico a Malinovskyi, ma non può nulla sulla ribattuta in rete di Vitinha. I colpi di scena all’Olimpico non sono però finiti: al 97’ Zufferli viene infatti invitato per una terza volta al monitor dal Var e per la terza volta assegna un rigore per un fallo di mano. A commetterlo è Ostigard, sull’inzuccata di Ratkov: Cataldi si incarica della battuta del penalty e vince la partita per la Lazio al 100’. Il 3-2 finale porta quindi Sarri a 32 punti, mentre De Rossi mastica amaro e resta fermo a 23.

IL TABELLINO
LAZIO-GENOA 3-2
Lazio (4-3-3): Provedel 6,5; Marusic 6, Gila 6, Provstgaard 6, Pellegrini 5,5 (37’ st Nuno Tavares 6); Taylor 7 (37’ st Dele-Bashiru sv), Cataldi 7, Basic 6; Isaksen 7 (42’ st Noslin sv), Maldini 5,5 (28’ st Raktov 6), Pedro 7 (28’ st Cancellieri 5,5). A disp.: Motta, Furlanetto, Vecino, Rovella, Dia, Belahyane, Hysaj, Lazzari, Zaccagni. All.: Sarri

Marcatori: 11’ st rig. Pedro (L), 17’ st Taylor (L), 22’ st rig. Malinovskyi (G), 30’ st Vitinha (G), 45’+10’ st rig. Cataldi (L)
Ammoniti: Malinovskyi (G), Provedel (L), Ostigard (G), Pellegrini (L), Norton-Cuffy (G)

LE STATISTICHE LAZIO
• Quello di Danilo Cataldi (99.39) è il secondo gol più tardivo segnato dalla Lazio in Serie A dal ritorno del campionato a 20 squadre (2004/05), dopo quello realizzato sempre su rigore dallo stesso Cataldi al minuto 102.36 contro il Torino il 4 ottobre scorso.
• La Lazio ha vinto una partita in cui ha subito più di una rete in Serie A per la prima volta dal ritorno in panchina di Maurizio Sarri e piùin generale per la prima volta dal settembre 2024 (3-2 vs Torino con Marco Baroni in panchina).
• Lazio-Genoa è la prima partita di Serie A in cui sono stati concessi tre calci di rigore da Fiorentina-Milan del 6 ottobre 2024.
• La Lazio è tornata a vincere in casa in Serie A per la prima volta dallo scorso novembre (2-0 vs Lecce), interrompendo una striscia di cinque incontri interni senza successi nella competizione (3N, 2P).
• Kenneth Taylor è il secondo centrocampista di nazionalità sportiva olandese a segnare un gol con la maglia della Lazio in Serie A, dopo Aron Winter.
• Pedro ha segnato su calcio di rigore tutti i suoi ultimi tre gol in Serie A: lo spagnolo aveva realizzato dal dischetto soltanto una delle sue precedenti 28 marcature nella competizione.
• Sui quattro rigori realizzati da Pedro in Serie A, questo è il primo che lo spagnolo ha segnato in un match in cui è partito titolare.
• Kenneth Taylor è il l’ottavo giocatore di nazionalità sportiva olandese a trovare il gol con la maglia della Lazio in Serie A, dopo Aron Winter, Jaap Stam, Ricardo Kishna, Wesley Hoedt, Stefan De Vrij, Bobby Adekanye e Tijjani Noslin.

Davide Barillà