oggi Celebriamo e ci godiamo e una vittoria pesantissima, di quelle che valgono molto più dei tre punti. A Bologna finisce 0-2 per i biancocelesti, al termine di una battaglia vera, fatta di sacrificio, cuore e qualità.

Con mister Sarri costretto in tribuna per squalifica, la squadra ha risposto nel modo migliore: compatta, unita, determinata. Una Lazio che ha saputo soffrire, stringersi nei momenti difficili e colpire con cinismo quando se n’è presentata l’occasione.

Protagonista assoluto Taylor, sempre più convincente e decisivo: doppietta da attaccante vero, freddo sotto porta e sempre nel vivo del gioco. Una prestazione sontuosa, impreziosita da movimenti intelligenti e spirito di sacrificio. È lui l’uomo copertina di questa splendida serata.

Ma se Taylor è stato il finalizzatore, Motta è stato il baluardo. Il giovane portiere ha vissuto una partita da montagne russe: prima il brivido, con quel passaggio indietro scriteriato di Dele-Bashiru che lo costringe a un intervento disperato, causando il calcio di rigore. Poi però si prende la scena: para il penalty a Orsolini con personalità e coraggio, cambiando completamente l’inerzia della gara. Da lì in poi cresce minuto dopo minuto, trasmettendo sicurezza a tutta la difesa.

E proprio la difesa è stata uno dei punti di forza. Straordinario Patric, autore di una prova lucida e autoritaria: sembra nato per questo ruolo, sempre al posto giusto, preciso negli interventi e leader silenzioso. Una sicurezza costante.

Da sottolineare anche l’ennesima tegola stagionale: l’infortunio di Gila, l’ennesimo (siamo ormai a quota 34 in questa stagione maledetta). Ma la squadra non si è disunita. Anzi. Ottimo l’ingresso del danese Prostagard, che ha risposto presente con personalità e attenzione, dimostrando che questo gruppo ha risorse e carattere.

È stata la vittoria del collettivo. Tutti si sono aiutati, tutti hanno lottato. Una Lazio corta, aggressiva, sempre pronta al raddoppio e alla copertura. Spirito di sacrificio e appartenenza: quello che i tifosi vogliono vedere.

Dalla cronaca e dalle considerazioni di Guido De Angelis su Lazialità emerge proprio questo: una squadra che ha saputo reagire alle difficoltà, che ha trovato equilibrio anche nei momenti più complicati e che ha costruito la vittoria con intelligenza e determinazione.

Le pagelle premiano giustamente i protagonisti:

  • Taylor mattatore indiscusso
  • Motta eroe della serata
  • Patric monumentale
  • Prostagard affidabile e pronto
  • E voti alti per tutti, perché questa è stata una vittoria di squadra

Gioia Motta, Patric sontuoso. Ottimo Dia, stecca Dele-Bashiru

MOTTA 7,5 – Nel primo tempo non trattiene la sfera in presa alta, nella ripresa commette una sciocchezza atterrando Castro, ma si riscatta ipnotizzando Orsolini dagli undici metri. Il rigore era stato calciato bene, ma il classe 2005 fa una gran parata. Nel finale rischia la quaglia su Vitik, ed è anche fortunato. Alla fine dei giochi, ci ha sicuramente dato dei punti.

MARUSIC 6,5 – Sappiamo che in una grande Lazio dovrebbe fare panchina. È comunque un grande professionista e se la cava in un pomeriggio complicato contro Rowe e Cambiaghi, giustizieri della Roma. Nel primo tempo non approfitta di tre buchi di Miranda e cestina sistematicamente l’ultimo passaggio, sbagliando la misura dei cross. Nel recupero “salva” Motta sulla linea, allontanando la conclusione di Vitik.

GILA 7 – Venticinque minuti di ferocia e applicazione, senza sbavature. Poi si arrende per la solita infiammazione al ginocchio. Dominante, una colonna.

ROMAGNOLI 7 – Guida la difesa con enorme serenità, annullando del tutto Castro e Dallinga. Perderemo sia lui che il compagno di reparto, che Sarri ha reso due pilastri. Un peccato mortale.

TAVARES 6,5 – Una macchia in uscita nel finale di primo tempo e due salti sul posto che rischiano di far calciare Orsolini a botta sicura. Sono le sole pecche di un’altra grande partita. Con raziocinio capisce quando andare e quando rimanere basso: Sarri lo sta rendendo perfino più difensore che incursore. Un peccato che nel finale stoppi male la sfera: il tris sarebbe stato una ciliegina. Continuità e crescita costante.

TAYLOR 7,5 – Primo tempo discreto, secondo da protagonista. Pesca la prima doppietta in Italia facendosi trovare al posto giusto al momento giusto, con freddezza e senso della posizione. Un acquisto indovinato, non di certo il sostituto di Guendouzi: sarebbe stato bello vederli in coppia.

PATRIC 7,5 – Le meraviglie del calcio. Quando hai un allenatore intelligente, diventa una risorsa imprescindibile. Lo spagnolo gioca la seconda di fila da play e lo fa alla grande, sempre di prima, sempre ben posizionato: palla avanti e palla indietro, visione e verticalità. Intuizione del tecnico, che sta facendo cose prodigiose.

DELE-BASHIRU 4,5 – Non fa valere a dovere la fisicità in fase di possesso, non fiuta pericoli in fase di non possesso. Rovina una gara da sufficienza striminzita con un retropassaggio folle che ci costa il rigore, fortunatamente parato da Motta. Troppe amnesie, tanto disordine.

ISAKSEN 6,5 – Per me è andato più che bene. Nella prima frazione è l’unico a creare la superiorità numerica, nella seconda manda al bar Miranda e Ravaglia gli nega la gioia personale. Vivo.

MALDINI 6 – Ha lavorato meno bene del solito da centravanti, pulendo comunque diversi palloni. È evidente che non possa essere la punta titolare della nostra Lazio, ma certamente beneficerà del lavoro di Sarri.

PEDRO 6 – Ci fa salire un po’ da vice Zaccagni, ma non stava bene e giustamente gli viene risparmiata la difesa. La sua intelligenza tattica ed esperienza gli faranno sparare le ultime vitali cartucce nel finale di stagione.

I cambi

PROVSTGAARD 6,5 – Non fa mai girare Castro, dimostrando affidabilità e grande concentrazione. La linea del mister gli facilita i compiti e gli è valsa la convocazione con la nazionale maggiore danese. Un premio meritato.

CANCELLIERI 6 – Pimpante, subentra meglio del solito e si procura qualche calcio di punizione. Si mangia anche due gol davanti al portiere che avrebbero potuto farci chiudere la gara con un vantaggio più ampio.

NOSLIN 6 – Entra da ala sinistra all’intervallo al posto di Pedro e non demerita. Gioca pochi palloni, ma lo fa bene. Da un suo spunto nasce il destro di Dia per il vantaggio di Taylor. Serve bene il senegalese e avvia l’azione del raddoppio.

DIA 7 – Come con l’Atalanta in coppa, confeziona un altro ingresso decisivo. Questa volta non fa gol, ma li fa fare. Lavora da pivot per l’1-0 di Taylor, poi mette in porta l’olandese per il bis. Speriamo sia un’iniezione di fiducia.

L’allenatore

SARRI 8 – Tre vittorie di fila contro tre rivali più quotati. Quaranta giorni fa aveva eliminato il Bologna detentore di coppa, oggi gli infligge a domicilio un altro sgarbo, vincendo lo spareggio e superando Italiano. Un’altra partita senza subire gol, un’altra prova convincente sotto il profilo mentale. Stiamo trovando continuità e i singoli migliorano tutti. Anche i più insospettabili.

Da Bologna arriva un segnale forte: questa Lazio c’è. E quando gioca così, con cuore e testa, può davvero togliersi grandi soddisfazioni. Un ringraziamento infine al gruppetto di tifosi che, nonostante divieti e boicottaggi è riuscito a fare sentire il proprio supporto, ed un saluto agli immancabili sfascioni che sotto ogni post della società definiscono ostinatamente manica di pippe questo gruppo di ragazzi che, ancora una volta, hanno saputo tirare fuori gli attributi.

Avanti così, ragazzi. Noi, come sempre, siamo con voi.

Forza Lazio!