ORGOGLIO, UNITÀ E UNA BELLEZZA INCREDULA: LA NOTTE MAGICA AL CLUB

L’appuntamento era fissato per le 18:30 in sede, ma per chi ha la Lazio nel sangue l’orologio è solo un dettaglio. Varcata la soglia del Lazio Club Fiumicino “Quelli di Sempre”, l’aria era già densa di quell’elettricità speciale che solo i colori del cielo possono regalare. Tra vecchi e nuovi fratelli biancocelesti, l’abbraccio è stato immediato: una comunione di sguardi, sciarpe e ideali di chi ha scelto, ancora una volta, di vivere la partita fianco a fianco, trasformando la sede in un catino di passione.

Mentre al Mapei Stadium una marea di oltre 10.000 laziali polverizzava il settore ospiti, noi a Fiumicino eravamo pronti a soffrire. Ma quello a cui abbiamo assistito ci ha lasciato semplicemente senza parole. La banda di Gattuso ha messo in scena un uragano di calcio, una sinfonia devastante che si è conclusa con un 2-6 tennistico che, per assurdo, sta persino stretto. Su quelle sedie ci siamo stati pochissimo: ci siamo alzati, disperati, abbracciati ed esaltati infinite volte. Ci siamo guardati negli occhi felici, increduli e commossi davanti a tanta abbacinante bellezza.

Una panchina d’oro nel deserto societario

Gennaro Gattuso ha letteralmente stravolto i piani di una stagione che, ai nastri di partenza, si preannunciava mesta e priva di squilli. È la solita fortuna – unita all’innegabile capacità – del “gestore”. Una presidenza senza ambizione, che continua a non investire soldi propri, ma che puntualmente azzecca l’allenatore capace di fare le nozze coi fichi secchi. Gattuso e i suoi ragazzi meriterebbero l’Olimpico stracolmo ogni singola domenica, esattamente come accade in trasferta.

Ma la nostra gente non dimentica la dignità. Noi stiamo lottando contro il tiranno. Il nostro doloroso sacrificio nel non andare allo stadio – una ferita aperta, specialmente davanti a questa Lazio meravigliosa – è tanto enorme quanto necessario. Lo facciamo per garantire alle nuove generazioni una presidenza ambiziosa, che metta al centro il rispetto per la tifoseria e l’inseguimento dei sogni. Il mondo intero deve sapere che la storia della Lazio non scende a patti con l’arroganza e il disprezzo.

Ci godiamo questo primato solitario in Serie A, pur mantenendo i piedi ben saldi a terra: sappiamo che il divario tecnico con almeno 6 corazzate del campionato è ampio e che difficilmente potrà durare. Proprio per questo l’applauso a mister Ringhio e ai suoi ragazzi deve essere totale: stanno gettando il cuore oltre l’ostacolo nonostante una società che non dà segnali per il futuro. E la domanda sorge spontanea: dove troverà il tiranno le risorse per mantenere e rinforzare questa rosa? Per ora, il presente scintillante della Lazio è un’opera d’arte firmata esclusivamente dal suo allenatore.


IL RACCONTO DELLA GARA

Il match si sblocca immediatamente: dopo appena due minuti, Taylor trafigge il Sassuolo. La Lazio è un rullo compressore e dilaga nella prima frazione di gioco con le reti di Isaksen, Floriani e Zaccagni. Il Sassuolo prova a rimanere aggrappato alla partita grazie agli squilli di Thorstvedt ed Esposito, ma l’espulsione dello stesso Thorstvedt al 32′ spegne ogni velleità neroverde.

Nella ripresa è pura accademia biancoceleste: sale in cattedra Noslin, che firma una splendida doppietta personale fissando il risultato sul definitivo 2-6. Il passivo per i padroni di casa poteva assumere contorni storici: la Lazio si è vista parare ben due calci di rigore da un Turati in versione saracinesca (ipnotizzati Zaccagni e Frattesi) e ha sprecato almeno altre 5 clamorose occasioni nitide davanti alla porta. Una superiorità imbarazzante e meravigliosa.


LE PAGELLE DEI NOSTRI EROI

  • LE PAGELLE DEI NOSTRI EROI
  • MANDAS 6: Incolpevole sulle due reti subite. Per il resto assiste al dominio totale dei compagni, concedendosi solo una scampagnata spericolata fuori area vicino al centrocampo senza fortunatamente fare danni.
  • FLORIANI 7: Serata da ricordare per il nostro esterno, che timbra la sua prima bellissima rete in Serie A facendosi trovare sempre al posto giusto nel momento giusto.
  • SUTALO 6: Sfortunato nella deviazione che causa il primo gol del Sassuolo, ma non si scompone e gioca una partita difensiva solida e attenta.
  • DIOGO LEITE 6: Alla prima da titolare mostra qualche sbavatura di troppo. Si fa superare con troppa facilità da Esposito in occasione del secondo gol degli emiliani. Può e deve crescere.
  • NUNO TAVARES 6.5: Nel primo tempo è un vero e proprio treno sulla corsia sinistra, le sue devastanti accelerazioni distruggono la fascia del Sassuolo. Nella ripresa gestisce le forze e abbassa il ritmo.
  • FRATTESI 6: Moto perpetuo, i suoi inserimenti senza palla creano il panico costante nella retroguardia avversaria. Macchia una buona prestazione sbagliando il calcio di rigore, ma l’errore per nostra fortuna è indolore.
  • BELAHYANE 6.5: Motorino instancabile della mediana. Fa un enorme lavoro sporco a protezione della difesa, lottando su ogni pallone. Elemento fondamentale per sognare in grande.
  • TAYLOR 7.5: Primi 45 minuti da antologia del calcio. Sblocca la gara dopo soli due minuti e pennella l’assist per il terzo gol della Lazio. Gattuso lo cambia all’intervallo solo perché ammonito. Spaziale.
  • ISAKSEN 8: Prestazione semplicemente dominante. Segna un gol, regala un assist e si procura il calcio di rigore. Diventa un vero e proprio incubo per tutta la difesa neroverde, impossibile da prendere.
  • ZACCAGNI 7.5: Da vero capitano e leader assoluto. Mette a referto due splendidi assist e un gol d’autore. Calcia decisamente male il rigore facendoselo parare, ma la sua partita resta una perla di rara bellezza.
  • NOSLIN 8: Nel primo tempo si vede poco e resta leggermente in ombra, ma nella ripresa sale in cattedra e si scatena realizzando una doppietta pazzesca con due gol uno più bello dell’altro. Letale.
  • I SUBENTRATI: DELE-BASHIRU 6.5 (Rileva Taylor a inizio ripresa, entra con lo spirito giusto e serve l’assist perfetto per uno dei gol di Noslin); LAZZARI 6 (Entra a gara in cassaforte gestendo la fascia con intelligenza ed ordine); PEDRAZA 6 (Dà il cambio a un esausto Tavares a risultato ormai ampiamente acquisito); CANCELLIERI 6 (Tanta voglia ed entusiasmo, anche se si intestardisce un po’ troppo alla ricerca del gol personale); PINAMONTI 6 (Minuti preziosi per riprendere il ritmo dopo i problemi fisici a gara ormai chiusa).
  • ALL. GENNARO GATTUSO 7.5: Questa Lazio diverte, vince, convince e fa sognare un popolo intero. Ha preso in mano un ambiente scettico e lo sta portando in vetta alla classifica con un gioco spettacolare. Chapeau, Mister!

Davide B.