Cari soci del Lazio Club Fiumicino e tutti i fratelli biancocelesti, la trasferta di Lecce è l’ennesima dimostrazione del caos che regna sovrano nella nostra amata Lazio. Prima ancora di scendere in campo, l’aria era già irrespirabile, carica di tutti i veleni di una gestione societaria che definire confusionaria è un eufemismo.
Il Pre-Partita: Incongruenze e Cessioni Senza Senso
Ormai ci siamo abituati alle numerose incongruenze del gestore Claudio Lotito, che prima si lamenta del blocco del mercato (“incomprensibile”, a suo dire) e poi snocciola cifre da capogiro sul patrimonio della società, come se i bilanci contassero più della passione e dei risultati sportivi. Le cessioni e una campagna acquisti invernale che definire lacunosa è un complimento hanno minato la serenità della squadra e di mister Sarri, costretto a fare miracoli con una rosa incompleta e demotivata. Quando la società SENZA AMBIZIONI non rispetta nemmeno i tifosi e l’ambiente è avvelenato, questi sono i risultati.
La Partita: Brutta, Spenta e Senza Tiri in Porta
E il campo ha rispecchiato perfettamente il clima. Contro un Lecce volenteroso ma con evidenti limiti in zona gol, la nostra Lazio è apparsa spenta, senza morale e quasi mai pericolosa. Il risultato finale di 0-0 è bugiardo, perché il Lecce ha avuto le occasioni migliori, colpendo anche una traversa.
L’unica vera parata di Falcone è stata su Dia, per il resto il nulla cosmico. Non un tiro in porta degno di nota per gran parte della gara, solo tanta confusione e paura di perdere. Ci siamo salvati grazie a un grande Provedel e alla sfortuna dei salentini.
Il Gesto Che Vale Più Di Mille Parole

A fine partita, in mezzo alla delusione generale, un gesto ci ha riempito il cuore d’orgoglio: Alessio Romagnoli si è diretto verso la nostra Curva, l’unica che non ha mai smesso di incitare, e ha salutato i tifosi presenti, in un momento di unione che va oltre il risultato e la società. Un gesto da vero Laziale, che dimostra attaccamento alla maglia che a certi piani alti si sono dimenticati.
PAGELLE LAZIO
Ivan PROVEDEL 6 – Qualche parata discreta, ma soprattutto un bel +1 di imbattibilità ai fantallenatori.
Manuel LAZZARI 6 – Limita Banda ed è già un bel punto a suo favore (dal 73′ Luca PELLEGRINI 5,5 – Passa subito a sinistra, ma non fa la differenza come ci si attenderebbe).
Mario GILA 6 – Partita solida dove, in coppia con Romagnoli, limita Stulic (dal 64′ Oliver PROVSTGAARD 5 – Ne combina un po’ di ogni in quei 25 minuti abbondanti).
Alessio ROMAGNOLI 6,5 – Leader assoluto e indiscusso, fa valere ancora una volta tutte le sue qualità nonostante abbia la valigia pronta.
Adam MARUSIC 6 – Prova convincente dal punto di vista difensivo, poi tanti error – come tutti – col pallone tra i piedi.
Kenneth TAYLOR 6 – Uno dei pochi spunti positivi in questa Lazio, ma ha bisogno di supporto.
Matias VECINO 6 – Fa il suo ed è uno dei più precisi palla al piede, ma manca di fantasia )dal 64′ Fisayo DELE-BASHIRU 6 – Copre bene nel momento in cui il Lecce torna a spingere).
Toma BASIC 6 – Qualche errore di troppo nei passaggi, fornisce però dei tagli interessanti.
Matteo CANCELLIERI 5 – Un errore dietro l’altro e non vede mai la porta (dall’82’ Gustav ISAKSEN s.v.).
Boulaye DIA 5 – Una delle tante note stonate della serata. Ha un solo momento in cui trova la porta, ma viene chiusa da Falcone (dal 64′ Petar RATKOV 5,5 – Pochi palloni toccati, ma non sempre ben giocati).
Mattia ZACCAGNI 6 – Un primo tempo sporco, cresce nella ripresa, ma manca di cinismo.
Allenatore Maurizio SARRI 6 – Si ritrova in una Lazio ridimensionata e che non ha grandi nomi in rosa. Difficile far bene così.
Avanti Lazio! Mai sola!
Davide Barillà

