Siamo arrivati al punto di non ritorno. Totale apatia alla sconfitta, totale disinteresse per la gara.
Non è stata soltanto la sconfitta per 2-0 a Torino pesare ma soprattutto lo scarso livello della prestazione, causato da un malumore e distrazione mentale. Nella rosa della Lazio, soltanto Nuno Tavares è riuscito a mettere d’accordo tutti i quotidiani sportivi, ricevendo una sufficienza.
Il Dato
Il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna evidenzia il problema del gol in casa Lazio all’indomani dal ko in casa del Torino per 2-0.
Salgono a quota 14 su 27 le partite nelle quali la Lazio non è riuscita a trovare la via del gol in campionato.
La Lazio ha il peggior cannoniere della Serie A (3 reti) e non va a segno da tre giornate consecutive, un dato che non si vedeva dal 2021 quando in panchina sedeva Simone Inzaghi.
Nelle ultime tre gare inoltre sono arrivate due sconfitte, tante quanto nelle precedenti 11 giornate messe insieme. Al di là dell’occasione da titolare sprecata da Ratkov, il problema è collettivo e sta compromettendo anche i buoni risultati ottenuti fin qui da Sarri per quanto riguarda la fase difensiva. Il tecnico biancoceleste deve trovare una soluzione e in fretta, perché tra due giorni contro l’Atalanta in Coppa Italia la sua squadra si gioca un’intera stagione.
E’ uno dei punti più bassi della nostra Lazialita ‘,
Dopo l’ennesima brutta figura dei suoi ragazzi, il tecnico della #Lazio Maurizio #Sarri ha commentato ai microfoni di #SkySport la sconfitta con il Torino. Di seguito le sue parole.

“Pensavamo alla Coppa Italia? Se l’abbiamo fatto abbiamo fatto un errore. Il campo ci ha detto che eravamo più scarichi degli avversari, abbiamo perso tutte le palle vaganti, è un segnale preoccupante. L’applicazione difensiva non era la nostra, ma la sensazione visiva è che loro avevano un’altra determinazione e convinzione quando arrivavano nei pressi della nostra area di rigore”.
“I minuti finali? Non so se sono stati i cambi o una reazione nervosa per lo svantaggio, ma è poco. A livello di produzione offensiva abbiamo avuto qualche palla gol, ma la fase difensiva non è stata di grande livello. Su ogni palla andavamo in difficoltà e di solito non è così. Dal punto di vista mentale ci è mancato qualcosa”.
“Se sarebbe utile avere i tifosi in semifinale? Ci sarebbero utili tante cose, ci sono mancati durante l’anno. La nostra situazione è questa, non ci sono alibi. Dobbiamo trovare forti motivazioni e stop. Non è il caso di fare tanti discorsi o drammi, pensiamo alla prossima. Solo una piccola riflessione sul perché siamo arrivati scarichi, è un pericolo che c’era ma ne eravamo consapevoli. Andava evitato”.
a volte sembra che stiamo solo aspettando la fine di tutto, della Lazio che esce morta da Torino(2/0) queste le spente pagelle ![]()
PROVEDEL 5,5 – Nella terra di nessuno sul gol di Simeone, tanti errori anche dal basso. Passo indietro.
MARUSIC 5 – Gli è stato persino rinnovato il contratto fino al 2029. Nullo dalla metà campo in su, dov’era quando Obrador crossava indisturbato per il 2-0?!
ROMAGNOLI 6 – Tante letture intelligenti su Zapata, purtroppo non è assistito dai compagni della difesa. Nel finale sfiora il gol di testa da due passi, ma Paleari glielo nega d’istinto.
PROVSTGAARD 5 – Tanti errori e la sensazione che la linea di Sarri migliori il suo valore assoluto. L’assenza di Gila si è sentita. Tanto.
PELLEGRINI 4 – Troppo grave il modo in cui si fa scappare Simeone alle spalle per il gol che stappa la partita. Non rimedia nel prosieguo, anzi.
BELAHYANE 5 – Ha sul mancino l’unica occasione del nostro primo tempo e la sciupa. Perde una valanga di palloni a centrocampo e resta negli spogliatoi all’intervallo. Gli piace portare troppo a lungo la sfera, caratteristica che gli preclude di fare sia il play che la mezzala. Figuriamoci in questa Lazio.
CATALDI 6 – Prova a predicare nel buio, senza successo. L’ultimo a mollare, è l’unico leader rimasto in questa squadra smontata. Il suo destro sfiora la traversa nella ripresa, sarebbe stato un gran gol dalla distanza.
TAYLOR 5 – Sembrava dovesse cambiare il mondo, invece è sparito anche oggi. Frustrato, si dispensa dalla fase difensiva e tra le linee il Toro ha le praterie. Si è adeguato al livello delle altre mezzali.
CANCELLIERI 4,5 – Impalpabile, evanescente, innocuo, fate voi. Con tutto il rispetto, non si tratta di un giocatore adatto a questi livelli.
RATKOV 5 – Ha un tempo a disposizione, ma non si vede mai. Fatica persino ad abbassarsi, commettendo qualche fallo ingenuo nel tentare l’anticipo. Quando riempie l’area, i cross di Pellegrini e Cancellieri sono fuori misura. Non gli arriva una palla, ma quando viene a cercare di prenderla sembra mancare nei fondamentali. Esce al 45′.
ZACCAGNI 5,5 – Dovrebbe prendersi la squadra sulle spalle, invece si vede solo per una finta di corpo con annesso assist a Belahyane nel primo tempo. Potrebbe dare di più, almeno lui…
SARRI 6 – Quando i calciatori hanno anche inconsciamente deciso di mollare, è difficile tirar fuori da queste partite col rivale più affamato qualcosa di buono. Purtroppo la terra di nessuno a cui siamo costretti in classifica rischia che la semifinale di coppa Italia possa essere l’ultima partita veramente probante per la rosa. Del resto, a una squadra già piena di lacune è stato dato il colpo di grazia nel mese di gennaio…
I CAMBI
DELE-BASHIRU 5 – Vorrei potervi dire d’aver visto un calciatore entrato bene in partita, ma mentirei. Ha difficoltà anche nei controlli e negli appoggi più banali. E quando dovrebbe soltanto spingere il pallone in rete per un rigore in movimento, impiega un’ora a caricare il destro e se lo fa murare da Ebosse. Non se ne esce.
ISAKSEN 5,5 – Entra senza accendere la luce, con la squadra sfiduciata. Non riesce a rendersi pericoloso.
NOSLIN 6 – Nulla di trascendentale, per carità, ma ha il merito di scoccare il primo destro della partita e dare un senso alla presenza del portiere Paleari. Il più vivo dei nostri centravanti non è un centravanti. Forse ho detto tutto.
DIA NG – Entra nel finale e non è giudicabile. Visto lo stato di Ratkov e l’infortunio di Maldini, potrebbe giocare dall’inizio in coppa.
TAVARES 6 – Unico in campo con Cataldi a dare la sensazione di poter creare qualcosa. Due o tre folate importanti sulla sinistra per ricordarci i vecchi tempi, e un monito: da titolare contro l’Atalanta servirà soprattutto astenersi da errori difensivi, per evitare di chiudere virtualmente il discorso qualificazione già all’andata.
A questo ci hanno condannato: a una sofferenza silenziosa, a una lenta agonia, come una nave che imbarca acqua senza mai vedere il porto. Ci hanno ridotto a una vita senza ambizioni, piatta e rassegnata.
Il problema vero, purtroppo, è che è pieno di gente a cui tutto questo sta bene. Persone che si accontentano delle briciole e che, con ogni probabilità, affrontano con la stessa mediocrità anche la propria vita quotidiana. Noi non ci stiamo: pretendiamo il mare aperto, non questa palude stagnante.

